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ER FUNTANONE DE PIAZZA NAVONA

    Quann'era vivo er nonno de la zia
Der compare der zoscero de Nina,
Cqua da Piazza Navona a Ttormellina
Ciassuccesse un tumurto e un parapìa.
    Pe ccausa che un'orrenna carestia
De punt'in bianco un giuveddi a mmatina
Mannò a cquattro bboécchi la vaccina,
Senza nemmanco dì Ggesù e Mmaria.
    T'abbasti a ddì cch'edè la ribbijjone,
Che ccor una serciata a cquer pupazzo
Je fesceno sartà nnetto er detone.
    Chi ddà la corpa a un boccio, chi a un regazzo:
Ma er fatt'è cche cquell'omo ar funtanone
Pare che ddichi: A vvoi; quattro der cazzo!

                                                  10 settembre 1830

                           Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Piazza Navona foto D.Bajani

Dai versi in romanesco alla prosa in italiano

IL FONTANONE DI PIAZZA NAVONA

Quando era vivo il nonno della zia del compare del suocero di Nina, qua da Piazza Navona a Torre Millina successe un tumulto e un parapiglia.
A causa di un'orrenda carestia che di punto in bianco un giovedì mattina mandò a quattro baiocchi la carne vaccina, senza neanche dire Gesù e Maria.
Ti basti a dire cosa è la ribellione, che con una sassata a quella statua gli fecero saltare il ditone.
Chi dà la colpa a un vecchio, chi a un ragazzo: ma il fatto è che quella statua sul fontanone pare che dica: A voi; quattro del cazzo!