Crea sito

ER BORDELLO SCUPERTO

    Entrato er brigattiere in ner bordello
Je se fa avanti serio serio un prete.
Disce: "Chi ssete voi? cosa volete?"
Disce: "La forza, e pportà llei 'n Castello."
    Disce: "Nu lo sapete, bberzitello,
Co cchi avete da fà? nnu lo sapete?
Aspettate un momento e vvederete,
E ttratanto cacciateve er cappello.
    Appena poi che ll'averete visto,
Dite a quer zor Vicario der guazzetto
Ch'io nun conosco for ch'er Papa e Ccristo."
    Detto ch'ebbe accusì, sse scercò addosso,
Arzò la su' man dritta sur zucchetto,
Se levò er nero e cce se messe er rosso.

                  11 dicembre 1834

Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Il Sonetto letto dall'attore M. Mosetti

Dai versi in romanesco alla prosa in italiano

IL BORDELLO SCOPERTO

Entrato il brigadiere nel bordello gli si fa avanti serio serio un prete. Dice: “Chi siete voi? Che volete?” Dice: “La forza, e portare lei in Castello.” Dice: “Non lo sapete, bel zitello, con chi avete da fare? non lo sapete? Aspettate un momento e vedrete, e intanto toglietevi il cappello. Appena poi che avrete visto, dite a quel sor Vicario del guazzetto ch'io non conosco che il Papa e Cristo.” Detto ch'ebbe così, si cercò addosso, alzò la mano destra sul zucchetto, si levò il nero e ci si mise il rosso.

Per saperne di più

La prostituzione era molto diffusa in una Roma dal forte divario sociale,  70.000 indigenti su 160.000 abitanti, sia per l'estrema povertà in cui versava gran parte della popolazione sia per i vantaggi che si potevano trarre dall'essere amanti di esponenti del clero o della ricca nobiltà.
Lo Stato Pontificio sia obbligava le prostitute a presenziare la predica loro riservata in S. Ambrogio (presso il Ghetto), in cui le si esortava a lasciare la vita peccaminosa,  sia traeva vantaggio dalle tasse da loro versate per finanziare opere pubbliche: per il Giubileo del  1475 Sisto IV ne trasse quanto serviva per portare a termine il ponte che porta il suo nome, Alessandro VI (1492 – 1503) pare abbia finanziato la messa in opera del selciato di Piazza del Popolo con i proventi d'una tassa speciale imposta ai gestori di lupanari e alle prostitute.
Lo stesso cardinale Rodrigo Borgia tenne per amante tale Vannozza Cattanei dal 1466 al 1492, anno in cui divenne Papa col nome di Alessandro VI, comprandole l'appartamento dove la incontrava e facendola sposare per ben due volte mariti di comodo per coprire le tre gravidanze, senza per questo interrompere la relazione che infrangeva almeno due comandamenti.

Castel Sant'Angelo ospitò spaventose prigioni, come quelle nei sotterranei del cortile di Alessandro VI o quelle, sul retro del bastione San Marco, costituite da pozzi senz'aria e senza luce dove il prigioniero veniva calato dall'alto ed in cui non poteva stare né in piedi né sdraiato, morendo tra i suoi stessi escrementi. Giordano Bruno vi fu torturato e processato prima di essere mandato al rogo nella piazza di Campo dei Fiori, Cagliostro vi soggiornò prima di essere mandato a morire a San Leo.
Tra i pochi che riuscirono ad uscirne vivi ci furono l'orafo Benvenuto Cellini, che ottenne l'intercessione di Ippolito d'Este per la sua bravura professionale, e il filosofo Tommaso Campanella, in carcere per idee poco gradite all'Inquisizione, che riuscì a liberare Urbano VIII dalla paura di morire grazie alla sua fama di astrologo.

Nelle note del Belli si legge che questo è un episodio della vita del cardinale Domenico de Simone (1768 – 1837).

A quanto pare, anche a quei tempi la morale e la legge NON erano uguali per tutti.
(Rossetti, 2006; Pocino, 2005; SugarCo, 1980; Rendina, 2007 – vedi Bibliografia nella Homepage)