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LI MORTI ARISUSSCITATI

    Fra ttutti li miracoli ppiù bbelli
Er mejjo è dder Beato Galantino,
Che ddiede er volo a uno spido d'uscelli
Bbell'e arrostiti ar foco der cammino.
    Come vedde volà li su' franguelli,
Figurateve l'oste fiorentino!
Dicheno c'arrivò ppe rritenelli
Sino a offrì ar zanto un mezzo bbicchierino!
    "Nun zerve che mme preghi e cche mme guardi"
Rispose er zanto: "io parlo verbus-verbo.
P'er vino, co li debbiti ariguardi,
    Lo bbeverò ppe nnun paré ssuperbo:
Ma ppe l'uscelli, fijjo caro, è ttardi.
Vanno a Ssan Pietro, e ggià stanno a Vviterbo."

           Roma, 9 gennaio 1833

Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Dai versi in romanesco alla prosa in italiano

I MORTI RESUSCITATI

Fra tuttti i miracoli più belli il meglio è del Beato Galantino, che diede il volo a uno spiedo d'uccelli belli e arristiti al fuoco del camino. Come vede volare i suoi fringuelli, figuratevi l'oste fiorentino! Dicono che arrivò per riaverli sino ad offrire al santo un mezzo bicchierino! “Non serve che mi preghi e che mi guardi” rispose il santo: “io parlo verbus-verbo. Per il vino, con i debiti riguardi, lo berrò per non parere superbo: ma per gli uccelli, figlio caro, è tardi. Vanno a San Pietro, e già stanno a Viterbo.”

Per saperne di più

Ippolito Galantini, fiorentino, m. nel 1619, era stato beatificato da Leone XII. Nel rito delle beatificazioni e canonizzazioni, si esponeva sulla porta maggiore della Basilica Vaticana la pittura di un miracolo. Il miracolo degli ucccelli  chiamati alla resurrezione della carne, che si narrava avvenuto il venerdì, fu anch'esso ammirato al suo posto.