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SANTA PUPA

    Santa Pupa è una santa che ddavero
Je peseno, pe ccristo, li cojjoni;
E appett'a llei tanti santi bbarboni
Nun zò, Terresa, da contalli un zero.
    Va a ddì a li fijji tui che ssiino bboni!
Lo so io co li mii si mme dispero,
E mme spormóno er zanto ggiorno intiero:
Senza de lei Dio sa li cascatoni!
    Eppuro, a sta gran zanta, poverella,
Je vedi mai una cannela accesa?
J'opre ggnissuno un buscio de cappella?
    Furtuna e ddorme: ecco ch'edè, Tterresa;
E ssan Pietro, che ddiede in ciampanella,
Ruga, e ttiè er culo in cuer boccon de cchiesa!

            Roma, 17 gennaio 1833

Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Dai versi in romanesco alla prosa in italiano

SANTA PUPA

Santa Pupa è una santa che davvero le pesano, per cristo, i coglioni; e di fronte a lei tanti santi barboni non sono, Teresa, da contarli uno zero. Vai a dire ai tuoi figli che siano buoni! Lo so io con i miei se mi dispero, e mi spolmono il santo giorno intero: senza di lei Dio sai le cadute! Eppure, a questa grande santa, poverella, le vedi mai una candela accesa? Le apre nessuno un buco di cappella? Fortuna e dorme: ecco cos'è, Teresa: e san Pietro, che cadde in fallo, alza la voce, e tiene il culo in quel boccone di chiesa!

Per saperne di più

Questa Santa è una invenzione del popolino romano: si ritiene che vegli sui bambini.
Il riferimento al proverbio "Fortuna e dormi", variante "A chi ha da aver bene, dormendo gli viene" (Lapucci 2007, F1160, 1161, in cui sono riportate anche diverse fonti classiche - Plutarco, Terenzio -  a testimoniare il nesso fra il potere della fortuna e il sonno).
San Pietro cadde in fallo quando rinnegò Cristo durante la passione.
A proposito del “boccone”, va ricordato che il cosiddetto “boccone del prete” è da considerarsi la parte migliore di una vivanda.