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SAN PIETR'IN CARCERE

    La mejjo cosa che a Ccampo-Vaccino
Se fascessi a li tempi de Nerone
Fu a ppied'a Ccampidojjo una priggione,
Che ttutti sce parlaveno latino.
    Cuer logo se chiamava er Mammerdino;
E nnun credete a mmé cche ssò un cojjone,
Ma ffatevene fà la spiegazzione
Da un certo avocatuccio piccinino.
    È ppropio cuella la priggione, indove
Sce fotterno San Pietro carcerato
Prima c'annassi a le Carcere nove.
    E llui sce fesce cuer pozzo affatato,
Che dda tant'anni, o ttempo bbono, o ppiove,
È ssempre pieno e nnun z'è mmai votato.

            Roma, 15 febbraio 1833

Giuseppe Gioachino Belli, Sonetti

Dai versi in romanesco alla prosa in italiano

SAN PIETRO IN CARCERE

La cosa migliore che si fece a Campo Vaccino ai tempi di Nerone fu una  prigione ai piedi del Campidoglio, che tutti ci parlavano latino. Quel luogo si chiamava il Mamertino; e non credete a me che sono niente, ma fatevi spiegare da quel certo avvocatuccio. È proprio quella prigione, dove chiusero in carcere San Pietro prima che andasse alla Carceri nuove. E lui ci fece quel pozzo magico, che da tanti anni, sia col tempo buono che con la pioggia, è sempre pieno e non si è mai vuotato.